Una sera, in arcieria, in un momento di pausa …

A: “Oh Ragazzi, a me fa male la spalla”
B: “Quale? Quella dell’arco o della corda?”
A: “Quella della corda!”
B: “A me quella dell’arco”
C: “Sarà una periatrite! A me fa male il gomito, non riesco a prendere nemmeno una bottiglia”
AeB: “Quale? Quello dell’arco o della corda’”
C: “Quello dell’arco!”
D: “Sarà un’epicondilite! A me fa male il collo!”
C: “Dove? Dal lato dell’arco o della corda?”
D: “Dell’arco, non riesco a girare bene la testa”
C: “Sarà un torcicollo!”
E: “A me fa male il polso e a volte anche le dita”
CeD: “Quelle dell’arco o della corda?”
E: “Della corda, forse devo cambiare la patelletta”
D: “ Forse è una tendinite”
C: “Forse è l’artrosi”
B: “No, l’arco è troppo potente, prova a scaricarlo”
F: “Io invece c’ho un mal di schiena che non riesco a stare bene in posizione”
E: “Avrai l’ernia al disco”, A: “oppure hai preso freddo”, C: “Forse è il colpo della strega”
“C’abbiamo una certa età … forse è meglio che facciamo il corso da istruttori, almeno ci riposiamo…!!”

spalla
Quante volte abbiamo assistito o partecipato a queste discussioni!
E’ vero che il tiro con l’arco In base alla classificazione fisiologico – biomeccanica proposta dal Prof. A. Dal Monte nel 1983, è stato classificato come una attività sportiva di destrezza con un impegno muscolare di media entità a scopo posturale e direzionale, ma è altrettanto vero che nonostante l’impegno muscolare sia “di lieve entità” si possono avere dei danni da sovraccarico funzionale o da una non corretta sequenza del gesto.
Ecco quindi che si può andare incontro a piccoli dolori che se lasciati a se stessi con la speranza che “tanto passano da soli” possono aumentare, strutturarsi e, nel peggiore dei casi, cronicizzarsi fino a costringere l’arciere ad orientarsi ad altro.
Vediamo insieme quali sono le strutture critiche a cui dobbiamo porre attenzione.
Prime fra tutte sono sicuramente le spalle, sia quella dell’arco che della corda, che vengono prepotentemente sollecitate per più volte durante le fasi di gara, l’una per un lavoro statico di stabilizzazione, l’altra in modo più dinamico di trazione.
Altre strutture sottoposte a stress sono i gomiti, polsi e dita (queste ultime solo riferite alla mano della corda). Qui i problemi sono causati un po’ per le vibrazioni dell’arco, un po’ per i movimenti ripetuti.
Altra zona critica è il collo, inteso sia come muscolatura che come colonna cervicale. Effettuare costantemente una rotazione di circa 90° sempre dallo stesso lato porta ad una retrazione della muscolatura dello stesso lato ed un continuo schiacciamento dei dischi intervertebrali.

male
Poche volte ci possono essere dolori a livello intercostale o dorsale dovuti a tensione dei muscoli intercostali e del tronco, ma più volte si può riscontrare dolore lombare (lombalgia) o dell’anca (coxalgia) sempre dovuti ad una lieve torsione del bacino nei confronti del tronco.
Più rare le compromissioni delle ginocchia o delle caviglie a meno che non si abbiano già problemi preesistenti.
Questa è una breve carrellata che già tutti conosciamo che ci servirà per le prossime chiacchierate dove affronteremo uno ad uno i vari problemi con lo scopo di imparare a non farsi del male!
A proposito, se qualcuno ha qualche curiosità o volesse sottoporre un quesito è invitato a farlo. Può utilizzare sia i commenti a fine articolo che mandare una mail a info@arciericivitanova.it mettendo nell’oggetto “per Massimo”.
Grazie a chi ha avuto la pazienza di Arrivare fin qui e … alla prossima!

 

                                                                                                                     Dott. Massimo Giancola
Dottore Magistrale in Scienze delle ProfessioniSanitarie della Riabilitazione
Fisioterapista – Osteopata
Istruttore di I livello